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LA NOSTRA STORIA

Chieti Calcio: una storia di passione, lotta e orgoglio - viaggio nel tempo

Fondata nel 1922, la squadra di calcio di Chieti rappresenta da oltre un secolo il cuore pulsante del tifo cittadino.

D alle prime partite sul campo della Civitella fino agli anni della Serie B e alle sfide epiche contro grandi squadre italiane, il Chieti FC ha attraversato decenni di gioie, sacrifici e rinascite, diventando un simbolo di appartenenza per generazioni di tifosi.
Una storia fatta di volti, momenti e traguardi che continuano a vivere nel presente con lo sguardo rivolto al futuro.

La storia del Chieti Calcio è una montagna russa di sogni, cadute e riscatti. Un’infinita serie di battaglie, trionfi e rinascite. La protagonista è un’intera città che non smette mai di crederci, che ha giurato amore eterno e incondizionato ai neroverdi. Non una semplice squadra, ma molto di più: il Chieti è un’identità, un orgoglio, un simbolo di tenacia, una fede che si tramanda di padre in figlio, di madre in figlia, di nonno in nipote. I tifosi li troverai sempre lì, sugli spalti, sotto una bufera di neve o sotto il sole rovente, che sia in casa o in trasferta. Questo è il percorso di un club che vuole continuare a sognare. E che non rinuncerà mai alla propria gloria. La storia, però, non è finita. Il libro è ancora aperto: ogni partita, ogni gol, ogni lacrima versata, ogni coro dagli spalti scriverà una nuova pagina di questo incredibile viaggio.

Il sogno prende forma da 50 centesimi
La data scolpita nella storia è il 1922. Sono anni difficili, il calcio è ancora agli albori e fatica ad affermarsi al di sotto della massima serie. Ma la voglia di prendersi la scena è tanta. E così Nicola De Cesare, un sognatore con il pallone tra i piedi, riunisce un gruppo di amici e propone un’idea folle: creare una squadra per la città. Con 50 centesimi di quota sociale nasce la R.I.S.S., che presto si fonde con Novelli e lo Sport Club Chieti per diventare Unione Sportiva Chieti.
Ad assumere i panni di primo presidente è Carlo Massangioli. Il nero e il verde vengono scelti come colori sociali, arrivano da divise usate del Venezia (non avendo casacche proprie e non avendo abbastanza soldi per comprarle). Le prime partite si giocano alla Civitella contro squadre militari.

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STORIA
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CAMPIONATI DI SERIE C CONSECUTIVI
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PROMOZIONI

I primi passi e l’approdo in Serie C
Negli anni ’30 il Chieti inizia a farsi un nome nei campionati minori, ma difficoltà infrastrutturali e finanziarie non fanno decollare il progetto. La svolta arriva nella stagione 1940-1941, con lo storico approdo in Serie C nazionale nel Girone F. La squadra di mister Orlando Tognotti si classifica al sesto posto. Nel 1942-1943 i neroverdi, guidati da Pedri Atro, si posizionano terzi. E già si intravede un mito: il bomber Alfiero Rota, che diventa il re dei cannonieri neroverdi con ben 70 gol tra il 1940 e il 1947. A seguire, tra gli anni ‘50 e ‘60, il Chieti inizia a stabilirsi con più continuità tra la Serie C e la Serie D. Piccola curiosità: nell’annata 1954-1955 la squadra – al cui timone c’è Vincenzo Marsico – viene soprannominata “il Milan del sud”, grazie a 18 risultati utili consecutivi ottenuti.

L’era Guido Angelini e la nascita dello stadio
Un cambio di passo viene segnato dall’era firmata Guido Angelini, presidente dal 1962 al 1977, a cui è intitolato lo stadio cittadino. Una vera e propria rivoluzione, tanto che nel 1963-1964 i neroverdi – allenati da Domenico Rosati – sfiorano la Serie B, classificandosi al secondo posto dietro il Soccer Trani con appena 2 punti di distacco.
Una tappa indelebile è quella di maggio 1970, quando viene inaugurato il nuovo stadio Angelini, costruito nel quartiere Santa Filomena. Una fortezza. Per l’occasione va in scena uno spettacolo unico: un’amichevole tra Chieti e Milan, con un’emozionante cornice di circa 11mila spettatori in delirio per l’iniziale vantaggio dei padroni di casa (poi rimontati dai rossoneri, che si impongono per 6-1). Angelini si dimette nel 1977, ma il suo mito resta eterno.

Gli anni ‘80 e ‘90: tra illusioni e gloria a un passo
Il Chieti anche negli anni ‘80 continua a lottare per mantenere alto il suo nome. Le stagioni sono altalenanti, con alcune annate da protagonista in Serie C1 e altre più difficili con la retrocessione in C2. Nel 1991-92 i neroverdi sfiorano il sogno della Serie B: il pubblico è sempre più caldo, l’adrenalina cresce, la squadra lotta con le unghie e con i denti, ma la promozione non si concretizza. Si mette in mostra il giovane attaccante Enrico Chiesa, arrivato in prestito dalla Sampdoria

Formazione del Chieti 1991-1992.

Formazione del Chieti 1998-1999.

I frenetici anni Duemila
L’inizio del nuovo millennio porta con sé tante speranze, a partire dal campionato 2000-2001. Nel Girone B delle Serie C2, i ragazzi di mister Gabriele Morganti vincono la doppia sfida dei play-off contro il Teramo e strappano la promozione in C1. L’asso della squadra è Fabio Grosso: un fondamentale trampolino di lancio per il terzino sinistro che, dotato di grande tecnica e straordinaria intelligenza tattica, di lì a poco calcerà il rigore decisivo contro la Francia e alzerà la Coppa del Mondo con la Nazionale italiana a Berlino. Il 9 settembre 2001 arriva la storica vittoria di misura, per 1-0, contro il Pescara grazie alla rete di Paolo Zaccagnini.
Nell’annata 2003-2004 i neroverdi vantano il record di punti ottenuti nel campionato di Serie C1, ovvero 48. Il miglior realizzatore della formazione (17 reti) è il giovane attaccante Fabio Quagliarella, arrivato in prestito dal Torino, che fin da subito lascia intravedere il talento che lo porterà ai vertici del calcio italiano. Nel 2006 salta l’iscrizione al campionato. Una mazzata terribile per i tifosi e per la città. La voglia di risorgere è troppo forte. Come una fenice, il club si rialza e in pochissimo tempo riesce a tornare tra i professionisti, dimostrando che la storia neroverde non si cancella così facilmente. Giustino Angeloni fonda l’Associazione Sportiva Dilettantistica Chieti, trionfando subito nel Girone B del campionato di Promozione. Nel 2007-2008 arriva anche il successo in Eccellenza, che significa ritorno in Serie D.
La stagione 2009-2010 è memorabile. I neroverdi, agli ordini di Vincenzo Vivarini, conquistano la promozione in Lega Pro Seconda Divisione (ex Serie C2) dimostrando grande solidità e continuità di risultati. La cavalcata formidabile segna il ritorno del Chieti tra i professionisti, dando inizio a un nuovo ciclo dopo anni difficili.

Il doloroso periodo 2010-2016
Il Chieti vince il campionato di Serie D 2009/2010, ma la stagione successiva i neroverdi preparano il ritorno tra i professionisti senza grossi proclami. Al fianco dei migliori giocatori della stagione precedente (su tutti Rosa, Vitone, Pepe e Mucciante), viene allestita una squadra molto giovane che stupisce tutti e al termine del girone d’andata occupa il terzo posto in classifica. Quell’annata i teatini la concludono sesti, ad una sola distanza dalla zona playoff.
La stagione successiva il Chieti costruisce la rosa replicando il lavoro svolto l’anno prima. Si punta sui ragazzi e il risultato è sempre lo stesso. I neroverdi stupiscono ancora e questa volta raggiungono i playoff. La cavalcata verso la vittoria si interrompe solamente in finale, dove i teatini si arrendono alla Paganese. Nel 2012/2013 raggiungono ancora una volta i playoff ma vengono eliminati da L’Aquila.
La stagione successiva, dopo aver disputato un positivo avvio, i neroverdi deludono nel girone di ritorno e i diversi risultati negativi sanciscono la retrocessione in Serie D. Il campionato 2014/2015 vede rassegnare le dimissioni del presidente Bellia (che rimane alla guida fino al termine del campionato) a seguito delle numerose contestazioni da parte del tifo organizzato. Il Chieti alla fine conclude a ridosso della zona playoff. Poi inizia un nuovo capitolo per il Chieti. La società viene acquistata da un imprenditore, Giorgio Pomponi, che si presenta in conferenza stampa dichiarando sin dall’inizio la volontà di riportare nei professionisti il club in una sola stagione. Le cose, però, non vanno per il verso giusto e lo stesso Pomponi mette in vendita la società dopo un solo anno.
I tifosi si apprestano a vivere l’ennesima “estate travagliata”. Il club non ha richieste e i giorni passano. Di interesse non sembra essercene, quindi Pomponi decide di iscrivere la squadra a sue spese e – una volta formalizzata l’iscrizione – si fa avanti Mauro Giacomini. Una volta rilevata la società, però, riduce i neroverdi al fallimento dopo appena 5 mesi. Nel dicembre dello stesso anno, il Chieti viene radiato dal campionato.

Il capitolo Chieti F.C. Torre Alex
Subito dopo il fallimento dichiarato a stagione in corso, nell’estate 2016/2017 Giulio Trevisan fonda il Chieti F.C. Torre Alex e acquista il titolo proprio dalla Torre Alex. Si parte dalla promozione, campionato che viene subito vinto dai neroverdi. Il Chieti al primo anno di Eccellenza non brilla e Trevisan cede le quote a gruppo con a capo Filippo Di Giovanni, già presente nel precedente organigramma societario. Con Di Giovanni, la squadra ottiene la promozione in Serie D e il club viene rilevato nuovamente da Trevisan, che nomina Antonio Mergiotti presidente.
Il Chieti F.C. Torre Alex cambia nome e diventa ufficialmente Società Sportiva Dilettantistica Chieti F.C. 1922. Il Coronavirus colpisce l’Italia e per i campionati dilettantistici vengono dichiarate definitive le classifiche della 20esima giornata, momento della sospensione del campionato. Il Chieti, quindi, viene retrocesso nuovamente in Eccellenza.

La rinascita del Chieti
Con il Covid-19 che si continua a diffondere tra la popolazione italiana, il campionato di Eccellenza si disputa con una modalità inedita. Si annuncia un mini-campionato, che permette l’iscrizione alle sole squadre che hanno come obiettivo la promozione. Il Chieti vince il torneo, iniziato ad aprile 2021, e torna in Serie D facendo gioire l’intero popolo neroverde.
Il primo anno dal ritorno in Serie D, i teatini raggiungono la salvezza diretta. Trevisan decide ancora una volta di lasciare a fine stagione, e nell’estate del 2022 un imprenditore piemontese manifesta il proprio interesse nel rilevare la Società. Si tratta di Ettore Serra, che promette alla piazza il ritorno tra i professionisti con un progetto triennale. Il primo Chieti targato Serra conclude la stagione all’ottavo posto del Girone F. Il torinese si dice soddisfatto della stagione appena conclusa e inizia a programmare la stagione 23/24 in preda all’entusiasmo dei sostenitori, che adesso credono fortemente nella promozione. Il Dg Demetrio Sartiano preannuncia un calciomercato all’altezza e ingaggia, tra gli altri, Matteo Ardemagni, attaccante da oltre 100 reti realizzate in Serie B, e la piazza risponde presente a suon di abbonamenti. La stagione però si rivela al di sotto delle aspettative, con il Chieti che termina di nuovo l’annata all’ottavo posto. La piazza contesta e a fine stagione si dimette anche il Dg Sartiano.

La nuova società, il nuovo Chieti
Nell’estate 2024 il Chieti sembra non esser in grado di iscriversi al campionato. Troppi debiti e pochi investitori interessati a rilevare delle quote complicano il tutto, e il club rischia seriamente di dover fare i conti con l’ennesimo fallimento. I tifosi non ci stanno, non vogliono vedere ancora una volta la loro squadra arrendersi a un destino indegno e si muovono in prima persona per cercare investitori disposti ad acquistare la società. A ridosso della data prestabilita per formalizzare l’iscrizione al campionato, il Chieti sembra aver trovato una soluzione. Arrivano Nicola Di Matteo e Daniele Ferro che versano nelle casse della società il denaro necessario, e la squadra riesce a iscriversi all’ultimo respiro.
Qualche settimana più tardi, però, in città si inizia a parlare sempre più costantemente di un possibile interesse di un fondo svizzero disposto a entrare in Società. Infatti, a settembre viene formalizzata la trattativa e WIP Finance rileva l’85% del club. Il restante 15% rimane nelle mani di Ettore Serra. Questo nuovo capitolo dell’oltre centenaria storia neroverde convince appieno la piazza. Con la presidenza affidata a Gianni Di Labio, teatino e da sempre tifoso del Chieti, viene allestita una società composta da gran parte dei dirigenti del posto. Il Chieti finalmente è in mano a persone del posto. In poco tempo la nuova società conquista la fiducia del popolo neroverde grazie ai tanti progetti e alle tante novità apportate al club. La città trova una società seria e disposta veramente a riportare il Chieti dove merita di essere. Finalmente i teatini vedono la luce in fondo al tunnel, con un nuovo capitolo tutto da scrivere.

 

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